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MACUGNAGA Vecchia funivia Piani Alti

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  • davide f 3
    ha risposto
    L'unica era il famoso trenino in galleria già ipotizzato ai tempi del Walser Express (una decina di anni fa e anche più in passato), ma avrebbe costi esorbitanti e soprattutto non sarebbe un collegamento sci ai piedi.

    - - - Aggiornato - - -

    Ecco l'articolo uscito oggi su La Stampa http://www.lastampa.it/2018/07/10/ve...iJ/pagina.html

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  • cervatto
    ha risposto
    Un collegamento con Alagna è assolutamente impossibile tecnicamente ed economicamente, saranno le solite boutade estive...

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  • davide f 3
    ha risposto
    Sinceramente io la vedo molto complicata collegare Macugnaga e Alagna, e soprattutto impattante in questi tempi in cui le associazioni ambientaliste hanno sempre più peso (vedasi la situazione del collegamento Devero-San Domenico pochi chilometri più a nord). A questo punto avrei visto molto più facilmente fattibile (e anche meno costoso) il collegamento con Saas Fee, che comunque presenta anch'esso alcune difficoltà tecniche.

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  • angelo
    ha risposto
    http://vcoazzurratv.it/notizie/crona...i-di-macugnaga

    leggendo in fondo:"Per Macugnaga il sogno resta però quello di collegare i due versati del Monte rosa : Macugnaga e Alagna . Progetto ambizioso nel quale il sindaco Stefano Corsi crede molto e per il quale ha già iniziato a lavorare con la società valsesiana Monterosa 2000."

    Ritorna in auge il vecchio progetto passando per il Pizzo Bianco?

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  • davide f 3
    ha risposto
    Originariamente inviato da Andy-tak Visualizza il messaggio
    Hai ragione, FerroPlus, e tutti gli altri che lo han preceduto...
    Qui si parlava della "Funivia Macugnaga-Piani Alti (rosareccio)"...la Svizzera non c'entra, è sull'altro versante della valle...

    Mah la "Funivia Macugnaga-Piani Alti (rosareccio)"...c'entra con un potenziale collegamento con Alagna, e quindi Monterosa-Ski...quindi Cervinia...quindi Zermatt !!

    Un tal "comprensorio Sciistico, o TURISTICO... Potrebbe essere d'interessamento a Macugnaga? Ed a quanti scrivono quì??

    Oppure son più favorevoli allo Sci-Alpinismo...Free-Ride...Eliski????

    http://ultimatefreeride.altervista.o...acugnaga.shtml.... Tracciato che passa sul terreno, di questa "discussione"...

    http://ultimatefreeride.altervista.o...arinelli.shtml.... Altro sempre inerente la zona dello Zamboni...di poco fuori, da quella dei "Piani Alti Rosareccio"....

    La Natura è bello vederla, al suo stato... senza alterazioni dell'uomo... Mah allora perché non si è proceduto alla bonifica dellaq Stazione di Arrivo, della funivia, quì trattata?

    Senza offesa per nessuno.
    Andrea

    - - - Aggiornato - - -



    Davide, sapresi indicarmi i siti ove fosse possibile vedere tali progetti... In Internet dovrebbe trovarsi di tutto... ma, io tra il poco tempo che mi posso permettere di dedicargli, e le difficoltà riscontrate... non sono ancora riuscito a trovare nulla, solo voci...

    Ti ringrazio per quanto potrai fare...

    Andrea
    mah! trovare i vari progetti mi sembra difficile... sicuramente trovi parecchio materiale sul walser express che è un progetto recente, ma sugli altri è difficile... magari trovi qualcosa sul forum di Macugnaga www.macugnaga-forum.it o su qualche articolo dell'archivio storico web de La Stampa!..

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  • gigiotto98
    ha risposto
    Onestamente non credo sia possibile collegare sciisticamebte macugnaga con alagna. Ed ad ogni modo non simpasserebbe dai piano alti. Se propriomsimdovrebbe contiinuare nel vallone del ghiacciaio e risalire il crinale sud che divide dalla valsesia. Ma dimenticato qualsiasi pista da sci

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  • Andy-tak
    ha risposto
    Hai ragione, FerroPlus, e tutti gli altri che lo han preceduto...
    Qui si parlava della "Funivia Macugnaga-Piani Alti (rosareccio)"...la Svizzera non c'entra, è sull'altro versante della valle...

    Mah la "Funivia Macugnaga-Piani Alti (rosareccio)"...c'entra con un potenziale collegamento con Alagna, e quindi Monterosa-Ski...quindi Cervinia...quindi Zermatt !!

    Un tal "comprensorio Sciistico, o TURISTICO... Potrebbe essere d'interessamento a Macugnaga? Ed a quanti scrivono quì??

    Oppure son più favorevoli allo Sci-Alpinismo...Free-Ride...Eliski????

    http://ultimatefreeride.altervista.o...acugnaga.shtml.... Tracciato che passa sul terreno, di questa "discussione"...

    http://ultimatefreeride.altervista.o...arinelli.shtml.... Altro sempre inerente la zona dello Zamboni...di poco fuori, da quella dei "Piani Alti Rosareccio"....

    La Natura è bello vederla, al suo stato... senza alterazioni dell'uomo... Mah allora perché non si è proceduto alla bonifica dellaq Stazione di Arrivo, della funivia, quì trattata?

    Senza offesa per nessuno.
    Andrea

    - - - Aggiornato - - -

    Originariamente inviato da davide f 3 Visualizza il messaggio
    di ipotesi di collegamento ne sono state fatte fin dagli anni sessanta, tra funivie, trenini e seggiovie... ma non se ne è mai fatto nulla... negli anni sessanta sembrava vicinissima la realizzazione di una funivia tra distelalp e il moro... ma con la costruzione della diga di mattmark le cose si complicarono e il progetto è stato accantonato... per poi tornare poi come trenino già negli anni ottanta, novanta... fino al recente walser express...
    il fatto è che, come dice, ami, quale interesse avrebbe Saas Fee a collegarsi con Macugnaga? si certo, si creerebbe un accesso più comodo a chi viene dall'italia, ai milanesi... ma collegandosi con Zermatt (e quindi anche con Cervinia) si raggiungerebbe lo stesso obiettivo... ma ci si collegherebbe ad un comprensorio immensamente più vasto e conosciuto...
    Davide, sapresi indicarmi i siti ove fosse possibile vedere tali progetti... In Internet dovrebbe trovarsi di tutto... ma, io tra il poco tempo che mi posso permettere di dedicargli, e le difficoltà riscontrate... non sono ancora riuscito a trovare nulla, solo voci...

    Ti ringrazio per quanto potrai fare...

    Andrea

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  • dreamer
    ha risposto
    tornando in topic... un veloce amarcord per questa funivia, che il 18/4 avrebbe compiuto cinquant'anni!
    http://www.macugnaga-forum.it/forum/...?TOPIC_ID=1244
    (nb. molte immagini fanno parte dei primi post di questo topic, d'altra parte le immagini provengono dalle stesse fonti)

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  • FerroPlus
    ha risposto
    In mezzo a tante disquisizioni che considerano molti aspetti, mi permetto solo di osservare che stiamo parlando di collegamenti che impongono opere che non esito a definire COLOSSALI. E ciò sia dal punto di vista strettamente tecnico (tutto a quote altissime, ghiacciai quasi dappertutto, ecc) e di conseguenza anche economico. Concordo che da appassionati è comunque piacevole/interessante parlarne; ma consapevoli che, realisticamente, stiamo parlando di fantascienza. Fine O.T. , dopotutto si stava parlando della funivia Macugnaga-Piani Alti .....

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  • pmghisalberti
    ha risposto
    Originariamente inviato da Andy-tak Visualizza il messaggio
    Paolo,
    Si siamo in Italia-Europa...ma la Svizzera è oltre il passo del Moro...non molto distante...

    Se vai sulla pagina di FaceBook "collegamento Valtournenche-Champoluc". Puoi leggere che la società incaricata ad effettuare lo studio di fattibilità, è CANADESE. In barba a tutti i regolamenti, e leggi, che impongano che sul suolo di un paese comunitario (Europa), avvengano "gare d'appalto EUROPEE"...
    Il fatto che siano europee non vieta necessariamente la partecipazione di società extra UE ma chiarisce la normativa di riferimento le modalità di accesso e ad altri aspetti importanti.

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  • davide f 3
    ha risposto
    Originariamente inviato da Andy-tak Visualizza il messaggio
    "Non è la stessa cosa volersi collegare al Monterosaski o a Macugnaga..."
    Non ho detto che sia la stessa cosa...
    Ho detto che, se si è riusciti ad assegnare ad una società CANADESE, lo studio di fattibilità....FORSE è possibile rifarlo, e considerare la possibilità PROGETTUALE, di uno studio di fattibilità, GENERALE PER LE 7 VALLI.

    SAAS-FEE e MACUGNAGA, han mai fatto un'ipotesi di collegamennto?
    di ipotesi di collegamento ne sono state fatte fin dagli anni sessanta, tra funivie, trenini e seggiovie... ma non se ne è mai fatto nulla... negli anni sessanta sembrava vicinissima la realizzazione di una funivia tra distelalp e il moro... ma con la costruzione della diga di mattmark le cose si complicarono e il progetto è stato accantonato... per poi tornare poi come trenino già negli anni ottanta, novanta... fino al recente walser express...
    il fatto è che, come dice, ami, quale interesse avrebbe Saas Fee a collegarsi con Macugnaga? si certo, si creerebbe un accesso più comodo a chi viene dall'italia, ai milanesi... ma collegandosi con Zermatt (e quindi anche con Cervinia) si raggiungerebbe lo stesso obiettivo... ma ci si collegherebbe ad un comprensorio immensamente più vasto e conosciuto...

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  • Ami
    ha risposto
    Se ne è parlat allo sfinimento di possibile collegamento saas-fee Macugnaga.

    Ma il punto è, premesso che noi non abbiamo i soldi per far ballare un cane, a saas fee chi vuoi che abbia interesse a collegarsi alla Macugnaga del 2014?

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  • Andy-tak
    ha risposto
    "Non è la stessa cosa volersi collegare al Monterosaski o a Macugnaga..."
    Non ho detto che sia la stessa cosa...
    Ho detto che, se si è riusciti ad assegnare ad una società CANADESE, lo studio di fattibilità....FORSE è possibile rifarlo, e considerare la possibilità PROGETTUALE, di uno studio di fattibilità, GENERALE PER LE 7 VALLI.

    SAAS-FEE e MACUGNAGA, han mai fatto un'ipotesi di collegamennto?

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  • Ami
    ha risposto
    Infatti il comprensorio di Zermatt è così brutto che nessuno ci va!

    Non è la stessa cosa volersi collegare al Monterosaski o a Macugnaga...

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  • Andy-tak
    ha risposto
    Paolo,
    Si siamo in Italia-Europa...ma la Svizzera è oltre il passo del Moro...non molto distante...

    Se vai sulla pagina di FaceBook "collegamento Valtournenche-Champoluc". Puoi leggere che la società incaricata ad effettuare lo studio di fattibilità, è CANADESE. In barba a tutti i regolamenti, e leggi, che impongano che sul suolo di un paese comunitario (Europa), avvengano "gare d'appalto EUROPEE"...

    Forse...che qualche d'uno abbia trovato il modo, di raggirare l'ostacolo.... Italia non Svizzera...

    Anche se c'è da dire che gli svizzeri, han quasi distrutto il "piccolo Cervino"...con trafori, e l'hotel che dovrebbe sorgere...

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  • Paolo
    ha risposto
    Eh già...siamo in Italia non in Svizzera....

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  • Childerique
    ha risposto
    Smetti di sognare, e rimetti "i piedi per terra"!

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  • Andy-tak
    ha risposto
    Originariamente inviato da davide f 3 Visualizza il messaggio
    Una Regione che si accolla totalmente il rinnovo delle funivie è possibile in Val d'Aosta, ma non lo è in Piemonte, tanto meno a Macugnaga. Basti pensare a come è finita ad Alagna con la funivia di Punta Indren, la Regione Piemonte non si è decisa ad investire, e così ci ha pensato la Valle d'Aosta, realizzandola però, entro i propri confini, in territorio di Gressoney. A Macugnaga sarà già un lusso se riusciranno ad ottenere un finanziamento per fare le seggiovie quadriposto al Burki-Belvedere l'anno prossimo.
    Salve a tutti...leggo solo ora, questa discussione...
    Vorrei dire che, per quanto riguarda la situazione "valanghe":
    1) si potrebbero utilizzare i così detti "Gasex", https://www.google.it/#q=gasex che consentono l'utilizzo dell'impianto(di bombardamento), anche "in remoto", ossia (distante da ove posizionato il cannone). Anche a diversi chilometri di distanza... Vedasi Breuil-Cervinia, i vecchi impianti della "Cretaz-Valfuggen srl", ora "Cervino-campetto", avevano il comando in "remoto" (dei gasex) dalla casetta della biglietteria (ancora in loco, ed in uso), mentre i cannoni Gasex, erano, e sono ubicati sotto al Furrggen, all'arrivo della seggiovia del Pancheron....
    2) si potrebbero, altrimenti, scavare delle "trincee", sui versanti montuosi con maggior pendio, in modo tale da "tagliare" il pendio!! In caso di distacco, precipterebbe a valle solo, la massa nevosa, che si trovi tra due trincee (quella a monte, e quella a valle)... La massa nevosa, mossa, sarebbe di minor volumetria...e quindi di minor potenza distruttiva...le profondità di tali trincee, potrebbero essere al massimo di 2 metri.
    3) abbinati a 2), e creati da opere in cemento armato, rivestite dal terreno asportato per la creazione della trincea, si creerebbero dei "paravalanghe", alti 2 metri massimo, che sommati ai 2 metri di profondità delle trincee, porterrebbero l'opera OSTRUTTIVA ad un'altezza di 4 metri.... Tali paravalanghe, sarebbero posizionati, a scacchiera, ossia lasciando dello spazio tra DUE paravalanghe posati alla stessa quota s.l.m., e sagomati a "freccia ASCENDENTE - COME IL SIMBOLO CHE SEGUE ^ ".... iN MODO TALE DI CONSENTIRE ALLA MASSA NEVOSA di poter scendere a valle, ma con minor potenza, che verrebbe appunto "smorzata" dalla cuspide della freccia, che dividerebbe in due la valanga. I due coni di caduta creati scenderebbero lungo le trincee, ed i "fianchi", del paravalanghe a "^", e poi cadrebbero nello spazio, tra i due paravalanghe posti a quota più bassa s.l.m., cadrebbero su 2 nuove "cuspidi", e quindi si dividerebbero ulterormente... sin ad arrestare la totale caduta...
    Le Valanghe che seguirebbero, troverebbero, totalmente o parzialmente ostruita la trincea, dei paravalanghe posti a monte, ma troverebbero comunque, altri paravalanghe, pronti ad ostacolare la discesa...
    4) per il "soffio", si possono costruire degli analoghi "paravalanghe", come quelli citati in 3), nei pressi, o a ridosso, di fabbricati e manufatti, in modo tale da proteggerli da questa potenza d'aria, che spiana la strada alla valanga... La massa di neve che si distacca da un pendio provoca un "soffio", proporzionato....quindi riducendo la massa, con 2) e 3), il soffio dovrebbe risultare minore
    5) il paesaggio muterebbe in maniera inevitabile, ma con un ottimo compromesso, per l'habitat montano...che da lunghe distanze, risulterebbe solamente inalterato, una volta ricreato il manto erboso, o ghiaioso, originario...

    Per quanto riguarda MACUGNAGA ed il suo sviluppo...e la riapertura di questo impianto, forse una volta creato per il collegamento con Alagna... si potrebbe puntare sul "MONTEROSA SKI TOUR" o "WALSER SKI TOUR", Altrimenti chiamato "WALSER EXPRESS" o "METROPOLITANA DEL ROSA" o "METROPOLITANA DEI WALSER" o "TRENO TOUR ROSA" o "TRENO TOUR WALSER".... Un progetto, che a dir si voglia, metta in comunicazione, LE 7 VALLI DEL ROSA, 2 PIEMONTESI, 3 VALDOSTANE, 2 SVIZZERE...

    Le valli di MACUGNAGA, di ALAGNA, di GRESSONEY, di CHAMPOLUC, di BREUIL-CERVINIA, di ZERMATT, di SAAS-FEE...CREANDO UN COMPRENSORIO VASTISSIMO, ed INTERNAZIONALE....MACUGNAGA diverrebbe ufficialmente "varco di frontiera" con la svizzera, di SAAS-FEE...

    Le "7 VALLI" sarebbero unite, da un collegamento, continuo, che contribuirebbe a garantire degli spostamenti "di minor chilometri...si pensi solo ai Km stradali, da percorrere, partendo da macugnaga per giungere in Svizzera, ed i tempi... Oppure quelli che necessitano per andare da Breuil-Cervinia, in Svizzera...

    Le opportunità di lavoro, che si aprirebbero, agli abitanti, o villeggianti, o frequentatori delle diverse vallate....sia per la costruzione, e mantenimento dell'opera, sia per altre mansioni disponibili nelle vallate limitrofe, o in Svizzzera....

    Un progetto che risale agli anni 1970 e succeessivi, negli anni '80, vi furono anche dei finanziamenti, per la progettazione e gli sbancamenti necessari...

    Io sarei più favorevole ad una rete di trenini di montagna, simili a quelli elvetici, che s'inerpichino sui fianchi dei monti, e giungengo ai passi, li svalichino, discendendo, le nuove vallate...simili al "Trenino Rosso del Bernina", od alla rete di treni della "jungfrau"...
    Sia perché un impianto al suolo, non è soggetto ai capricci del vento...e garantirebbe, con adeguata progettazione, l'uso di frese spargineve, o quanto necessario...
    Sia perché una volta a regime il tronco ferroviario, verrebbero chiusi e rimossi gli impianti aerei (funivie etc), per l'uso locale si utilizzerebbero seggiovie (possibilmente ad ammorsamento automatico, e cupolino antivento).... ed il paesaggio tornerebbe, naturale e montano...
    I treni di montagna, non cremaliere (o solo ove strettamente necessario), consentirebbero:
    A) un turismo lento di ascesa e discesa, quindi in pieno stile montano,
    B) il trasporto anche di materiali, in appositi vagoni, per i rifugi, gli alpeggi, i ristori, e quant'altro..
    C) al contempo, con maggiori convogli, l'alto numero di persone trasportate...
    D) Oltre ad evitare di collegare, stradalmente, la Val del Lys alla Val Sesia, e quindi a ridurre i gas inquinanti, in montagna, e quindi a mantenere pura l'aria....novamente in pieno rispetto montano...
    E) in pieno rispetto del "parco naturale dell'Alto Sesia", che separa Macugnaga da Alagna...

    Le 7 valli si unirebbero in consorzio, ed "IL GIRO DEL ROSA", sarebbe fattibile anche in inverno, ANCHE DA CHI NON SCIA, MA CHE SEMPLICEMENTE VUOLE VEDERE "TURISTICAMENTE", LE DIVERSE "FACCE" DEL MONTE, ROSA, E LE DIFFERENTI ANTROPOLOGIE LOCALI, ETNICHE, EDILI, RURALI ETC...

    I soldi per tale progetto, si potrebbero trovare con tale consorzio... o con l'unione europea... stimolata da avere il "TRENO MONTANO PIù ALTO D'EUROPA...che giungerebbe alla GOBBA di ROLLIN 3.900 m.s.l.m., contro gli attuali della JUNGFRAU di 3.454 m.s.l.m. https://www.youtube.com/watch?v=KVd4vRH29g8

    In parte, quanto ho descritto qui, lo potete ritrovare, a questo linkove non sono l'unico a parlarne... https://www.facebook.com/photo.php?f...779931?fref=ts

    Un sogno.... che forse si potrebbe realizzare.... non a breve, ma realizzare... Se vi fosse la volontà nel farlo e permetterlo...

    Cosa ne pensate??
    Ultima modifica di Andy-tak; 07-05-2014, 11:31.

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  • Ami
    ha risposto
    Dal Colletto del Pizzo Bianco, settembre 2013

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  • bifune67
    ha risposto
    Esatto, l'inondazione del 77 ha portato via tutto. La parte finale di discesa nell'alveo del fiume, che si attraversava proprio davanti al punto in cui finiva il ghiacciaio, era tagliata nella roccia e in parte a sbalzo con legni e tavole su travi, protetta da reti di protezione (stile Rosskin dal Bill a Staffa, per chi se la ricorda). Ora il ghiacciaio è arretrato, e l'inondazione ha abbassato il fondo dell'alveo, per cui il taglio dove passva la pista (ancora visibile, anche se le travi e le reti non ci sono più) ora è diversi metri sopra. Oggi di lì non si potrebbe più passare, e infatti quando qui abbiamo pensato a come riattivare quel lato del comprensorio abbiamo pensato a una breve funivia di arroccamento dal Burki per superare il salto, e a una seggiovia fino ai piani Alti per sfruttare completamente le piste B e C. La parte finale della pista A sarebbe probabilmente troppo ripida per le norme attuali, e comunque bisognerebbe ricostruire il ponte che all'epoca permetteva di passare il fiume (oggi ci sarebbe un lungo giro da fare per tornare alle seggiovie di Pecetto).

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  • edelweiss
    ha risposto
    Molto bella!
    Praticando escursionismo, scendendo dai Piani Alti diverse volte, non sono mai riuscito a capire come faceva la pisca C ad immettersi sulla D del Belvedere.
    In corrispondenza del fiume ci sono dei salti di roccia piuttosto verticali ricoperti da vegetazione e non c'è traccia di pendii inclinati dove poteva esserci una pista.
    Probabilmente l'inondazione causata dalla rottura degli argini del Lago delle Locce (ho un ricordo confuso di questo avvenimento) ha modificato molto il paesaggio.

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  • intermezzo
    ha risposto
    Macugnaga // Mappa di Sci degli anni 1970:

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  • funifor
    ha risposto
    ragazzi, sappiamo che è nelle intenzioni programmatiche della nuova amm.ne il ripristino degli impianti al rosareccio... chissa' se mai si riuscira'!!!
    l'idea perlomeno cè...a differenza di qualche anno fà che sembrava il solo parlarne.. la profanazione dei segreti di tutankamen...con relativa maledizione... hahahahaha dai.. qualcuno spera come me?? mah...

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Mi sono appena arrivate da un collega alcune foto stazione motrice (a monte) scattate un paio di anni fa.









    (grazie Luigi)

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Funivia Pecetto-Piani Alti



    Questa foto dovrebbe provenire dal forum www.macugnaga.net

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Originariamente inviato da vivamacu Visualizza il messaggio
    Quello per la funivia del Moro dove sta? E quello per le tre seggiovie? (chiedo perdono, è off topic, ma son curioso)
    Siamo sicuramente OT, ma ti rispondo più che volentiri:

    Il gruppo elettrogeno della funivia Alpe Bill - Monte Moro si trova nei locali della sala macchina del Bill, insieme al motore termico che alimenta il recupero

    Gruppo Elettrogeno funivia Alpe Bill-Monte Moro - staz. Bill


    Azionamento di Recupero - Soccorso (termico) funivia Alpe Bill-Monte Moro - staz. Bill



    Per quanto riguarda tutte e tre le seggiovie presenti a Macugnaga (Pecetto-Burki; Burki-Belvedere; Ruppenstein) non hanno un gruppo elettrogeno ma solo un motore termico per il recupero che si innesta direttamente sull'albero volece del riduttore (soluzione non più utilizzata negli ultimi impianti)

    Azionamento di Recupero (termico) seggiovia Pecetto-Burki - staz. Burki (in rosso)



    Sto preparando le monografie di tutti gli impianti di Macugnaga, non appena arriveranno le ferie le ultimerò .

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  • vivamacu
    ha risposto
    è un gruppo elettrogeno con motore diesel che alimenta la funivia Staffa - Alpe Bill
    Quello per la funivia del Moro dove sta? E quello per le tre seggiovie? (chiedo perdono, è off topic, ma son curioso)

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Originariamente inviato da vivamacu Visualizza il messaggio
    L'altra vecchia del Moro riciclata come generatore (credo sia un motore quello che c'è dentro, no? Ma capita di usarlo?)
    Quello che c'è all'interno della vecchia cabina è un gruppo elettrogeno con motore diesel che alimenta la funivia Staffa - Alpe Bill e tutti i servizi della stazione di partenza (uffici e biglietterie compresi). E' perfettamente funzionante e, soprattutto durante le abbondanti nevicate che ci lasciano spesso al buio, lo utilizziamo.

    Tornando in argomento Piani Alti concordo che ristrutturare quella cabina (compresa di sospensione) e posizionarla come decorazione, magari proprio alla partenza della seggiovia, sarebbe stato molto bello, purtroppo lo smantellamento è stato fatto in un periodo di "magra" in cui investimenti erano proprio ridotti al minimo indispensabile


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  • vivamacu
    ha risposto
    Assolutamente sì... Ma avrei trovato straordinariamente più stuzzicante la conservazione della cabina dei Piani Alti... Rimessa in condizioni decenti e piazzata non so bene dove, di fianco alla partenza delle seggiovie, in qualche parchetto giochi, boh, non lo neanch'io... Però avrebbe quasi potuto essere sia una curiosità per chi passava, sia un recupero della memoria (dopo tutto quest'anno è stato il 35esimo anniversario del triste evento), sia un auspicio per il futuro (ci torniamo lassù?)... Anche perchè direi che siete esperti nella conservazione delle cabine, le avete tenute quasi tutte... L'altra vecchia del Moro riciclata come generatore (credo sia un motore quello che c'è dentro, no? Ma capita di usarlo?), quella vecchia del Bill, ahimè, ogni anno che la vedo è messa sempre peggio... Però c'è

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Originariamente inviato da vivamacu
    La cara vecchia cabina che ti accoglieva all'arrivo dei Piani Alti, ancora nella fossa... quasi ci ero rimasto male quando avevo saputo che non c'era più... Domanda: è andata a demolizione, immagino...
    Purtroppo si . . . Adesso abbiamo avuto una richiesta per poter riutilizzare la vecchia cabina della Alpe Bill - Monte Moro come "decorazione" per un centro commerciale della zona, sarebbe bello poterla "salvare" e rivedere tirata a nuovo !

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  • filippomacugnaga
    ha risposto
    Nel 2004 l'allora società di gestione degli impianti di Macugnaga, Funivie Macugnaga Monte Rosa S.p.A. ha provveduto alla rimozione di quasi tutto ciò che si trovava all'esterno della stazione dei Piani Alti. Tra i vari materiali è stata portata a valle la cabina che giaceva davanti alla stazione. Ecco alcune foto:









    e per chiudere la foto ironica dell "ultimo" viaggio . . .




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  • davide f 3
    ha risposto
    Una Regione che si accolla totalmente il rinnovo delle funivie è possibile in Val d'Aosta, ma non lo è in Piemonte, tanto meno a Macugnaga. Basti pensare a come è finita ad Alagna con la funivia di Punta Indren, la Regione Piemonte non si è decisa ad investire, e così ci ha pensato la Valle d'Aosta, realizzandola però, entro i propri confini, in territorio di Gressoney. A Macugnaga sarà già un lusso se riusciranno ad ottenere un finanziamento per fare le seggiovie quadriposto al Burki-Belvedere l'anno prossimo.

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  • dreamer
    ha risposto
    aggiungo un po' di foto, a corredo di quanto ho scritto prima.

    questo sono io, ormai mezza vita fa (era il 1989, credo), soddisfatto di aver raggiunto una meta vista solo da lontano. si può leggere un nostalgico "qui si scia da novembre a maggio", e osservare la cabina legata sulla sinistra, con la sospensione a destra.

    da dov'ero si vede questo panorama: nel cerchietto la stazione di partenza, a pecetto, e poco sotto il pianoro erboso su cui stavano crescendo gli arbusti e al cui bordo sorgeva il pilone. è il cosiddetto "piano dei fagiani" citato nel post precedente.

    questa è la vista dalla partenza dello skilift piani alti nord (alpe crosa), che si vede anche nella terza cartolina postata da vivamacu. ricordo la targhetta della leitner. in fondo c'è la stazione dei piani alti, lo skilift arrivava a dx del palo della luce, poco oltre quella traccia in terra.

    e questo è il banco di manovra ai piani alti (già devastato... ). ho tolto dall'immagine mio fratello, che ci tiene alla privacy! 8) si vede il banco vero e proprio, le leve dietro di me, quello che credo possa essere il freno di emergenza in alto a dx, e la guida, in alto, che visualizzava la posizione delle due cabine sulla linea (si vedono due tacche: la prima era il metà percorso, la seconda il pilone; infatti la cartolina del pilone, sempre di vivamacu, sembra scattata dall'altra cabina; ai bordi della guida le due frecce metalliche scorrevoli). credo sia un buon esempio di archeologia funiviaria! sì lo so che ufficialmente c'è il cartello pericolo e che la scala non sembrava proprio stabilissima, ma credo che capirete la curiosità... o no?

    da ultimo una cartolina con in primo piano la funivia macugnaga-bill e dietro la linea dei piani alti, con l'ormai fatidico pilone. sarebbe interessante sapere se le vox populi siano vere...

    due ultime cose: riaprire il versante richiede volontà, soldi e visione d'insieme sul futuro turistico di macugnaga, tre cose che oggi non ci sono. e ne vedo e sento tante... e poi: il versante è tutto sotto valanga, ma la verità è che macugnaga è tutta sotto valanga, fino a 15-20 anni fa, per esempio, il centro sportivo veniva regolarmente coperto dalla valanga del tambach, puntuale a primavera, e vi rimaneva fin quasi all'estate. cioè arrivava a ridosso delle case! e comunque, credo che con i nuovi sistemi di distacco programmato, a patto di tappezzare il versante, una riapertura sia fattibile. chi mi fa il preventivo per una funivia, una seggiovia biposto (di più non serve...), una sciovia e il suddetto sistema?

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  • dreamer
    ha risposto
    io ne sapevo un'altra, che riporto: è tratta da "il Rosa" del marzo 1975, pochi giorni dopo la caduta della valanga (era il 10 marzo); essendo il giornale (una volta mensile, oggi trimestrale, consigliato x chi vuole "tenere i contatti") di macugnaga, credo che sia la versione il più possibile aderente al vero. :wink:
    ..."la cabina della funivia del pizzo bianco (il nome "ufficiale", NdDreamer) è scesa con due operai alle 12. Sono restati su ai piani alti, nella stazione, il manovratore e carletto, che si era recato su per riparare l'antenna radiotelevisiva, e che era restato per far compagnia all'amico. alle 13:30 circa i due sentono una vibrazione fortissima che fa tremare tutta la stazione. ed è questa l'unica sensazione che i due dall'interno della cabina di manovra hanno avuto dell'enorme valanga che, staccatasi dai pendii del pizzo nero, aveva attraversato i piani alti sfiorando la stazione e precipitando a valle verso il piano dei fagiani e quindi verso il pilone di sostegno. il pilone è crollato, quasi tranciato verso la base. non si può ancora ben comprendere la dinamica di questo crollo. non si può ancora dire se è stato provocato dall'impatto diretto dell'enorme massa nevosa, oppure se è stato il soffio, il tipico e famigerato spostamento d'aria che accompagna le valanghe, che ha fatto paurosamente sobbalzare, e quindi scarrucolare, uno dei due grandi cavi portanti, provocando un brusco sbilanciamento di peso sul pilone, che, sia per questo, sia per l'oscillazione ed il soffio, ha ceduto"...
    probabilmente dovremmo mixare le due spiegazioni, la mia e quella di bifune67...

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  • bifune67
    ha risposto
    Grazie, grazie per le foto fantastiche di questo impianto di cui ho un vago ricordo (sono riuscito a prenderlo in estate poco prima che crollasse, ma ero piccolissimo).

    L'impianto era considerato modernissimo, nel senso che era normalmente comandato dai vetturini, senza la necessità del manovratore fisso alla stazione a monte, dove ci sono ancora i resti del banco di manovra, distrutto dai vandali.

    Le guide a metà pilone servivano, immagino, per raccogliere le funi in caso di scarrucolamento.

    Per quanto riguarda l'incidente sapevo che al momento del crollo era in corso l'ultimo viaggio della giornata, con il vetturino-manovratore e un altro passeggero sulla vettura in discesa.

    Il pilone si è "accasciato" verso valle e verso destra - guardando dal basso - abbastanza lentamente, per cui mentre la cabina in salita, già oltre il pilone, si schiantava al suolo, quella in discesa, forse grazie al freno sulla portante, è rimasta sospesa, consentendo di salvare con l'elicottero i due occupanti, sbatacchiati ma illesi.

    Da notare che nessuna delle funi si ruppe nell'incidente. La traente fu poi tagliata e usata per recuperare le cabine (credo proprio facendola girare, perché la cabina più a monte fu trascinata fino alla stazione a monte, dove rimase per molti anni), mentre portanti e traente di soccorso sono rimaste in luogo per almeno 10 anni.

    Quando negli anni '80 sono riuscito a raggiungere il pilone (la pista nera citata da vivamacu era ancora abbastanza percorribile a piedi, mentre in seguito non sono più riuscito ad arrivare al pilone, per eccesso di vegetazione selvaggia) mi sembra di ricordare che le funi fossero ancora sulle scarpe, anche se non in posizione, e non per terra.

    Per quanto riguarda la causa del crollo (già citata in altro topic) voci di popolo dicono che per far passare le travi del pilone, risultate troppo lunghe, dalle strette gallerie in curva della strada, avevano dovuto piegarle in luogo con la fiamma ossidrica e poi raddrizzarle in piazza, riverniciandole come se niente fosse. Naturalmente la tempra dell'acciaio andò a pallone, e così il pilone crollò per lo spostamento d'aria di una valanga che non era poi così vicina.

    Oggi cadono meno valanghe perché nevica meno, ma il problema rimane, e credo che con le normative attuali la zona non sarebbe recuperabile senza deturparla con una selva di paravalanghe.

    Personalmente spero di più nel collegamento con Saas Fee, magari iniziando a ricostruire gli impianti sul ghiacciaio verso Mattmark dove negli anni '70 si faceva anche lo sci estivo (allora con 1 o 2 skilift).

    Il messaggio è lungo, ma Macugnaga e i suoi impianti risvegliano sempre in me antiche passioni...

    Per vivamacu: per caso hai anche qualche foto delle vecchie seggiovie monoposto?

    Paolo

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  • pmghisalberti
    ha risposto
    Tendenzialmente concordo con te gigiotto98, in alti topic ho espersso parere contrario ad impianti sotterranei e dirò che anche in ambito urbano, se possibile, preferisco di molto stare fuori terra.
    Detto questo, se la situzione del pendio e così critica e non ci sono altre possibilità penso che un "pensiero" a questa soluzione vada fatto; ma mi sa che a Macugnaga prima di pensare a questi problemi debbano capire quale sviluppo effettuere e se vogliono ancora del turismo :?

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  • AGUDIO
    ha risposto
    Complimenti vivamacu che ci hai fatto passare davanti agli occhi delle foto stupende di un impianto veramente misterioso. Ho letto più volte il testo però , forse mi è scappato , non ho letto il nome della ditta che la costruì. Da alcune miei "fogli" risulta di costruzione Rosnati. Ora non ho abbastanza occhio sugli impianti Rosnati , anche perchè in Italia di Va e vieni Rosnati "pure", in servizio pubblico , ci sono state la funivia Campodolcino - Alpe Motta e questa di Piani Alti. La Paganella e la Goglio-Devero (Val Formazza) non sono Rosnati "pure" ma ibridi : la prima Carlevaro - Rosnati , la seconda SACIF-Rosnati. Mi piacerebbe sapere se sai qualcosa di più sulla ditta costruttrice di questa funivia di Macugnaga.
    Grazie
    Francesco

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  • vivamacu
    ha risposto
    Ricostruire la funivia dei Piani Alti? Possibile, necessario anzi, ma improbabile.

    Possibile: la funivia c’era già, basta rifarla com’era. Tecnicamente non ci sono problemi. Ma è prima necessaria un’opera di bonifica del versante dal pericolo di caduta valanghe. Ne sono sempre cadute su Rosareccio, prima della funivia, durante la sua esistenza, dopo la sua fine. E continuano a caderne, nonostante si dica che nevichi meno: quest’anno una delle casupole di arrivo delle sciovie giaceva desolatamente a terra, divelta quest’inverno forse da una valanga, forse dal suo soffio.

    Necessario: i Piani Alti sono l’unica altra zona di Macugnaga, escludendo il collegamento con Saas Fee, a poter ospitare lo sci. L’innevamento è ottimo e abbondante, quasi meglio che al Moro, dove il fondo sassoso impone la caduta di metri di neve per poter preparare le piste. Ed è anche una zona ottimale per l’escursionismo, abbreviando di molto l’avvicinamento ai monti circostanti e permettendo di collegarsi ad anello col Belvedere dove arrivano le seggiovie. Qualsiasi progetto di rilancio turistico di Macugnaga non può prescindere dal fare un pensiero sui Piani Alti.

    Improbabile: per ricostruire sono necessarie due cose fondamentali. Volontà e soldi. La Società Funivie è in perenne passivo; è già tanto che tiene aperto il Moro, ed è improponibile pensare che si possa accollare la ricostruzione di una funivia del genere. Tanto più che qualsiasi progetto è vincolato alle operazioni di bonifica del versante, senza le quali nulla può essere fatto (e che dovrebbero anche, giustamente, superare una valutazione di impatto ambientale). Riguardo alla volontà, ogni volta che a Macugnaga si tenta di tirare in ballo i Piani Alti cala un silenzio come se si stesse parlando della maledizione di Tutankamon.

    Concludendo, o arriva un Paperone pieno di soldi (che però, in questo caso, dovrebbe fare i conti con i macugnaghesi ehm ehm…) oppure i Piani Alti sono destinati a rimanere così, solenne e gigantesco mausoleo alla grandezza turistica di Macugnaga.

    "Larga è la foglia, stretta la via, dite la vostra, ch'io ho detto la mia".

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  • vivamacu
    ha risposto
    Per quanto ogni anno io vada ai Piani Alti (ci passa un sentiero molto panoramico e molto frequentato, se vorrete andarci non c’è problema), non ho foto decenti dell’arrivo e del paesaggio circostante, né del panorama meraviglioso sui monti e sulla piana di Macugnaga. Forse perché per me è un posto che ispira tristezza. I Piani Alti sarebbero un luogo meravigliosamente naturale e selvaggio, se i resti degli impianti non lo deturpassero. Eppure, senza questi resti, forse per me sarebbe un po’ meno bello. Perché ormai sono abituato a vederli come parte del paesaggio, perché ormai non danno più fastidio a camosci e marmotte, perché sono lì a ricordarci per sempre che è la Natura che comanda, e noi ne possiamo usufruire solo con rispetto e con le dovute precauzioni. In questa foto, una delle migliori che ho, si vedono il massiccio arrivo, i prati circostanti, i resti e i tracciati delle due sciovie:

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  • vivamacu
    ha risposto
    Resta ancora il pilone: è visibile, anche da Pecetto, ma meglio dal versante opposto della montagna, dall’Hinderbalmo, abbattuto e abbandonato in mezzo alla vegetazione. Resta ovviamente l’arrivo: è ancora su, ai Piani Alti, perfettamente integro nella struttura. All’interno, le pitture sull’intonaco incredibilmente intatto danno ancora il saluto di benvenuto agli sciatori, avvertendoli che qui si scia da novembre a maggio. Per terra, cocci di vetro e ferri arrugginiti. In una delle due fosse c’è la cabina, distrutta, trattenuta da una catena perché non cada a valle. Nei prati circostanti, i basamenti di cemento dei piloni delle sciovie, e vari resti ferrosi. In questa foto si vede tutta la linea: la partenza, l’arrivo (appena sotto le nuvole) e il costone boscoso su cui sorgeva il pilone:

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  • vivamacu
    ha risposto
    Cosa resta adesso? Innanzitutto la partenza: è ancora lì, di fianco alle seggiovie, e serve essenzialmente da ripostiglio. Al piano terra vi sono le toilette e l’hangar per i gatti delle nevi; dove un tempo vi erano le cabine ora ci sono i seggiolini di riserva delle seggiovie. Davanti, il tracciato comincia ad essere ingombrato da alberi non più vecchi di trent’anni:

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  • vivamacu
    ha risposto
    Chiunque avesse deciso di costruire quella funivia, detto chiaramente, era un genio e un pazzo. Un genio perché i Piani Alti sono posto strategico in estate (partenza di numerose escursioni, sia facilissime che impegnative) quanto in inverno (neve abbondante e duratura). Un pazzo, perché il Rosareccio è forse il versante più a rischio valanghe di Macugnaga. Più volte la caduta di slavine aveva creato problemi, sia alla linea dell’elettricità, che saliva dai Burki, sia alle sciovie. Una delle due era stata distrutta nei primi anni Settanta, e dovette essere ricostruita. Finché, nel 1975, cadde la valanga definitiva. L’unica cosa certa è che il traliccio intermedio crollò. Le ricostruzioni fatte ai tempi sostengono che lo spostamento d’aria fece cadere una portante dalla scarpa, e che il pilone non resse lo sbilanciamento del peso. In quel momento, per chissà quale miracolo, la funivia non era in funzione. Questa foto è stata scattata circa a metà degli anni Ottanta da mio fratello (a quei tempi io era ancora infante), quando non erano ancora state tolte le funi e la cabina della stazione di valle:

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  • vivamacu
    ha risposto
    I Piani Alti si trovano sul versante nord della montagna, e quindi hanno la caratteristica di essere quasi perennemente in ombra in inverno, garantendo innevamenti ottimi, abbondanti e duraturi. Furono installati due skilift, un campo scuola e uno più lungo, che servivano piste blu. Una rossa scendeva ai Burki, mentre una nera si precipitava su Pecetto. Il muro finale di quest’ultima è ancora visibile, come un varco fra gli abeti che lentamente si sta riempiendo. In questa cartolina dell’epoca si vedono l’arrivo della funivia, la sciovia “Crosa” e i pendii innevati del Pizzo Nero (a sinistra) e del Pizzo Bianco (a destra), ogni anno spazzati da numerose valanghe:

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  • vivamacu
    ha risposto
    Questa funivia venne salutata all’epoca come una delle più moderne. Non so quanto fosse vero, ma fu magnificata come la prima in grado di funzionare automaticamente: i motori erano a monte, e il manovratore scendeva a valle la sera con l’ultima corsa. Nelle intenzioni della Società Funivie Pizzo Bianco, che gestiva anche le seggiovie del Belvedere, sarebbe dovuto essere solo il primo salto: un secondo tronco doveva partire dai Piani Alti per raggiungere il Colletto di Pizzo Bianco, da dove il panorama sul Rosa e sulla valle è magnifico. I quasi due chilometri di funi erano sostenuti da un solo traliccio, a circa metà percorso, che si sarebbe rivelato il punto debole dell’impianto. In questa cartolina di vede la cabina nell’atto di passare sul pilone:

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  • vivamacu
    ha iniziato la discussione MACUGNAGA Vecchia funivia Piani Alti

    MACUGNAGA Vecchia funivia Piani Alti

    Visto che ogni tanto fa capolino nel forum questa misteriosa funivia, di cui nessuno sembra sapere niente, credo che sia ora di raccontare qualcosa della sua storia. Avevo già postato queste foto, ma non le trovo più: devono essere andate perse nei lavori di trasferimento. Nulla di male: non mi stancherei mai di parlare della funivia dei Piani Alti! E se invece sono da qualche parte su questo sito, perdonatemi.

    Una delle cose che invidio ai miei genitori è essere riusciti a salire su questo impianto, che era ormai distrutto da sette anni quando io vedevo la luce di questo mondo. La funivia Macugnaga – Piani Alti iniziò le sue corse nel 1964. Erano gli anni del boom turistico di Macugnaga, e questa funivia sarebbe stata la terza costruita in meno di dieci anni. Partiva da Pecetto, a 1370 metri, e arrivava ad un pianoro erboso a 2090 metri di quota, qualche centinaio di metri sopra l’alpe Rosareccio. Per l’occasione venne coniato il toponimo Piani Alti. In questa cartolina dell’epoca si vede la funivia alla partenza, di fianco alle seggiovie:

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