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CERVINIA Vecchia funivia Agudio Plan Maison - Furggen

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  • Flober
    ha risposto
    E che Non basta solo i secoli per riformare il ghiacciaio

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  • krisu
    ha risposto
    Il ghiacciaio presso la galleria pedonale nel 1993 e nel 2008:
    http://www.retrofutur.org/retrofutur...dex=image_med1

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  • gabri
    ha risposto
    semplicemente che per rivedere il ghiacciaio all'altezza della passerella dell'uscita dal tunnel pedonale del Furggen occorreranno probabilmente secoli, perché bisognerà tornare ad una condizione di temperature medie molto più fredde per far sì che si riformi il ghiacciaio come era la situazione negli anni 60.

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  • Flober
    ha risposto
    Non ho capito il riferimento all inversione delle temperature globali. Non ho capito il concetto che volevi dire in tutta la frase

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  • gabri
    ha risposto
    Flober
    intendo la risalita del ghiacciaio al livello della passerella di uscita con gli sci di un tempo che fu...

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  • Flober
    ha risposto
    gabri cosa vuoi dire

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  • gabri
    ha risposto
    sicuramente questi ricordi non potranno essere vissuti dai posteri e non torneranno più, fino a che non ci sarà una inversione delle temperature globali. Ma, se anche così fosse, ne dovranno passare di decenni, forse secoli, ahimè

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  • pmghisalberti
    ha risposto
    Quando la feci negli anni 80 la cosa più "brutta" era proprio lo spazio ristretto per mettere gli sci, dato che sovente la neve era dura si doveva stare attenti e poi partir subito per lasciar posto a chi aspettava a meno di non essere gli ultimi. Di fantastico c'era che la pista era ampia rispetto al numero eseguo di sciatori e il Cervino sembrava di poterlo toccare.

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  • Martagon
    ha risposto
    Ripropongo un racconto di mio nonno (mancato 15 anni fa), grande sciatore e pioniere dello sci in italia.
    Ha sempre raccontato questa pista come tra le più impressionanti, insieme alla Rosetta di San Martino di Castrozza (da lui definita la più ripida), alla forcella del Sassolungo (la più pericolosa) e alla forcella del Cristallo ... e tante altre che nei suoi racconti erano mitiche.

    Tornando al Furggen, ricordo questi passaggi nel suo racconto:
    1) ci si metteva gli sci su una piccola piazzola alla fine del tunnel (2 o 3 persone alla volta)
    2) si partiva e c'era subito un pezzo molto ripido ed in diagonale, mediamente con neve durissima
    3) In fondo a questo pendio c'erano delle reti di contenimento; una volta lui ha perso il controllo ed è finito nelle reti, da qui l'esperienza impressionante; le reti proteggevano dal vuoto

    Mi sembra che il racconto combacia con la ricostruzione di zotto

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  • gabri
    ha risposto
    da bambino presi questo impianto (e me la feci sotto perché quel giorno ci fu un blackout e rimasi appeso nel nulla per un quarto d'ora interminabile) e queste immagini mi fanno davvero male. Molto male.

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  • david
    ha risposto
    Per rispondere sopra: quando è stato costruito il tunnel, si, vi era il ghiacciaio.

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  • zotto
    ha risposto
    Flober lo sconsiglio di salire senza picca almeno nelle condizioni che ho trovato in cresta. Ho visto però alcune foto con molta meno e quindi il passaggio su ghiaccio non lo avrei trovato. Da dire inoltre che se si arriva verso le 13.00 la neve sarebbe stata molto più morbida. Quindi, come spesso accade, rispondo: dipende da stagione e stagione e dall'orario.
    ​​​

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  • Flober
    ha risposto
    zotto grazie. Perciò senza picca si arriva solo a vedere la stazione da sotto.
    Perciò un po di ghiacciaio li c e ancora.

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  • Danielg45
    ha risposto
    Mio Dio cosa mi fa star male vedere lo sbocco del tunnel dal basso. MA chiedo ai più vecchi. Anche negli anni 80, in estate c'era il salto, oppure c'era ghiacciaio anche d'estate e usciti dal tunnel vi era neve?

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  • david
    ha risposto
    molto affascinante e infatti al Furggen, verrà lasciato tutto così...ma il resto...

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  • andre72
    ha risposto
    Reportage molto interessante, ringrazio zotto per le preziose info, è da molti anni che cerco di trovare il momento per andare a visitare quella stazione, ma il meteo mi mette sempre i bastoni tra le ruote proprio nel periodo delle ferie, impedendomi di pianificare la tanto sperata escursione.

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  • zotto
    ha risposto
    Flober sono partito dal plan Maison e ho seguito il sentiero n. 14 in comune al sentiero che porta al rifugio duca degli Abruzzi. Arrivato ad un certo punto ho seguito quello che doveva essere la vecchia pista, il sentiero non è ufficiale ma ci sono delle tracce e ogni tanto qualche omino di pietra. Ad ogni modo si va anche un po' a naso e seguendo gli sfasciumi e resti descritti sopra. Pericoli e difficoltà non esistono. Arrivati sotto l'ormai parete sotto il tunnel bisogna salire quel nevaio per arrampicarsi sopra quella c'è già rocciosa per poi salire sulla sella nevosa. La neve era ghiacciata e mi è dispiaciuto non avere i ramponi ma solo una Piccozza da ghiacciaio. Sono salito sulla cengia più o meno al centro(guardando la parere) perché il tratto su neve era meno lungo e poi mi sono spostato sulle rocce prima a dx e poi a sx. Attenzione che all'andata sulle rocce c'era un bel po di ghiaccio che rendeva tutto meno simpatico. Per salire sulla sella ho visto che ci sono 2 corde fisse, ma non sapendo e non vedendo dove erano ancorate non le ho usate e mi sono spostato a sx dove era più facile e non serviva l'aiuto della corda. Una volta sulla sella si cammina verso la ex stazione ma anche qui suggerisco di fare attenzione, la neve può essere moto dura e non si riesce a gradinare con gli scarponi e per raggiungere la parte di cresta con pietre sopra la fine del tunnel è molto ripido. Scivolare lì senza ramponi o picca non è simpatico. Il resto
    Poi è facile. Tempo della salita 2,5 ore con calma e valutazione dei passaggi meno complicati.
    Sono stato fortunato perché il meteo era bellissimo, certo che se arriva la nuvola e copre tutto e non vedi più nulla la cosa è meno bella. Allego qui sotto link della traccia.
    https://www.suunto.com/move/zottino8...31b703c76a1d18

    ​​

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  • Flober
    ha risposto
    zotto, com e il sentiero per salire? Quanto ci vuole a salire? Non sapevo ci fosse un sentiero estivo

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  • zotto
    ha risposto
    Dentro ho trovato questo cartello appeso







    quello che ho notato salendo è che lungo il sentiero che ripercorre l'ex pista è pieno di resti, legname vario, ferri per le reti, reti di protezione, ....
    Ultima modifica di zotto; 31-08-2021, 22:29.

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  • zotto
    ha risposto
    sono salito giovedì scorso alla stazione del Furggen. Beh, devo dire che è impressionante, mi ha sempre affascinato questo impianto e vedere di persona la stazione ma soprattutto la pista che fu sulla cresta.... incredibile quanto è stretta e quanto è ripido il lato vs la Svizzera, dalle foto non sembrava. Salendo abbastanza presto e a piedoni la neve sulla cresta era particolarmente dura e scivolare in quel punto nonostante avessi una bella picca non sarebbe stato simpatico. Si comprende bene il perchè del tunnel. Per raggiungere la cresta è stata messa una corda fissa sotto l'uscita del tunnel, e un paio di altre corde sotto la cornice. Diciamo che non sono indispensabili, però in alcuni momenti dell'anno potrebbero aiutare a salire se non sommerse dalla neve.

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  • david
    ha risposto
    era sicuramente un impianto ardito. Notevolissimo anche perchè "il sogno" dell'epoca era quello di proseguire fino al Cervino. E salire al Furggen, negli anni 80 nel mio caso, era davvero emozionante. Però sulla bellezza delle stazioni, la penso come Paolo: non indimenticabile quella d'arrivo. Molto carina, invece, quella di partenza a Plan Maison. Ma basta tenere ruderi di quello che fu...

    Lascia un commento:


  • Paolo
    ha risposto
    Un fiore all'occhiello dell'ingegneria italiana, abbandonato al tempo....
    Sinceramente penso ce ne siano di migliori... anche solo per il fatto che l'opera non è mai stata completata.

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  • david
    ha risposto
    Ero a Plan Maison domenica. Tutte le volte che sono lì, e ci vado spesso, penso sempre alle stesse cose: è una stazione orrenda. Cubature enormi, in parte diroccate, in parte appiccicate, l'una sull'altra, senza criterio estetico. L'interno è metà anni 80 e tutto si è fermato a 35 anni fa.

    Le vecchie stazioni di partenze delle due funivie per Cime Bianche, l'hotel Stambecco, la vecchia stazione di partenza del Furggen, la partenza della telecabina Cime Bianche Laghi, i due arrivi da Cervinia....servirebbe l'abbattimento e la ricostruzione di tutto quanto.

    A quel punto scomparirebbe una delle due stazioni del Furggen, ma 1000 volte meglio così, anche se qualche nostalgico verserebbe la lacrimuccia, me compreso.

    Mi risulta che i rulli, a metà tracciato, siano ancora lì...

    Impressionante è l'agonia del ghiaccio e il salto creatosi dalla fine del tunnel alle rocce.
    Dal Furggen si notano ruscelli, conseguenza dell'ablazione. Tra pochi anni il ghiacciaio che dalla cresta del Furggen si sviluppa verso il Cervino stesso, potrebbe scomparire del tutto.

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  • ale1717
    ha risposto
    motrice a valle

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  • Paolo
    ha risposto
    Motrice a monte o a valle?

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  • david
    ha risposto
    Andrebbe bene fare pulizia ovunque tranne sul Furggen. Sarebbe uno sfregio ma amen. È il resto che fa pena...

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  • pmghisalberti
    ha risposto
    Paolo la societá é della Regione tramite Finaosta gli utili vengono drenati per tenere in vita altre situazioni. Solo se faranno il "famigerato" 3S Cervinia Plan Maison Testa Grigia verrà fatta un po' di pulizia, ma non all'arrivo del Furgen.

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  • david
    ha risposto
    Il ritiro dei ghiacciai negli ultimi 30 anni è spaventoso

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  • Danielg45
    ha risposto
    Fa molto più triste vedere il vuoto sotto il tunnel. Li c'era un ghiacciaio.

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  • Paolo
    ha risposto
    Ormai a questo punto si, in mancanza di altre leggi, altrimenti dovrebbero essere state cauzioni delle società.

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  • david
    ha risposto
    si certo, intendevo ben questo. La Regione deve trovare i soldi per fare pulizia...

    Lascia un commento:


  • pmghisalberti
    ha risposto
    david Perché i soldi li dovrebbe tirar fuori lei, seppur indirettamente.

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  • gabri
    ha risposto
    tra ruderi e ghiacciai malati terminali c'è solo da piangere

    Lascia un commento:


  • david
    ha risposto
    in ogni caso, che tristezza vedere la conca del Breuil costellata di ruderi...ma perchè la Regione non impone ( e si impone ) un repulisti generale??????!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Card2000
    ha risposto
    Un fiore all'occhiello dell'ingegneria italiana, abbandonato al tempo....

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  • Michelangelo421A BCF
    ha risposto
    Il Furggen, 10 giorni fa..









    Ciao,
    Michelangelo

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  • Flober
    ha risposto
    Originariamente inviato da Paolo Visualizza il messaggio
    Nessuno ha lo schema costruttivo del giro delle funi?



    - - - Aggiornato - - -

    Cosi avrebbe dovuto essere la stazione




    http://carlomollinofurggen.blogspot....l?view=classic

    - - - Aggiornato - - -

    Qui altre informazioni
    http://www.sommerschi.com/forum/view...&hilit=furggen

    ma per quanto tempo la cabina è rimasta in linea abbandonata?
    In questa foto si vede sia la funiva sia le seggiovie sotto. Io pensavo che le seggiovie fossero piu recenti di molto rispetto la funivia

    - - - Aggiornato - - -

    Nella foto pero c e ancora lo skilift plan maison sostituito poi con l odierna seggiovia 4 posti

    Lascia un commento:


  • FuniCampo57
    ha risposto
    Originariamente inviato da bifune67 Visualizza il messaggio
    Chiedo venia!

    Avevo anche appena guardato lo speciale me non me ne ero accorto.

    Ho ricostruito la numerazione così perchè mi avevano detto che erano in ordine di costruzione. Devo dunque pensare che la prima linea per Plateau è stata costruita dopo entrambe quelle per Plan Maison e dopo il Furggen?

    O hanno cambiato la numerazione quando hanno costruito la seconda linea per plan maison?

    Per farmi personare posto qualche foto:

    Seconda linea per plateau, prima tratta





    bifune
    Ma secondo Me vedendo cabine e carrello è troppo Rosnati.
    (è simile alla Campodolcino-motta ma solo più larga).

    - - - Aggiornato - - -

    Anche queste vetture sono Rosnati, vedere anche la cassa del carrello è troppo identico a quelle della paganella, e poi ha il tamburo di espansione a molla del freno sulla portante come nella già citata Campodolcino-Motta.



    - - - Aggiornato - - -



    Confrontatela voi

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  • gregzoll1
    ha risposto
    Anch'io vorrei rispolverare questa stringa di chat e vorrei saperne di più sulla cosiddetta terza e ultima fase della funivia da Fruggen alla parte superiore del cervino. Era solo un sogno o qualcuno ha effettivamente studiato la fattibilità di esso? Sembra un'impossibilità tecnica ancora oggi, non considerando nemmeno i problemi ambientali.

    Ho sciato la Fruggen negli anni '80 mentre vivevo all'estero a Milano. È ancora inciso nella mia memoria circa 35 anni fa

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  • andre72
    ha risposto
    Ci tenevo proprio che venisse rispolverata questa antica discussione, che purtroppo non fornisce molte notizie tecniche su un impianto di indiscusso prestigio e interesse storico. Mancano notizie sulla parte elettrica e sulla generazione elettrica a monte. Quanti gruppi Diesel erano installati? Ci sono immagini?

    Lascia un commento:


  • Paolo
    ha risposto
    Nessuno ha lo schema costruttivo del giro delle funi?



    - - - Aggiornato - - -

    Cosi avrebbe dovuto essere la stazione




    http://carlomollinofurggen.blogspot....l?view=classic

    - - - Aggiornato - - -

    Qui altre informazioni
    http://www.sommerschi.com/forum/view...&hilit=furggen

    ma per quanto tempo la cabina è rimasta in linea abbandonata?

    Lascia un commento:


  • fede8799
    ha risposto
    Segnalo video sugli interni della stazione a monte

    https://www.youtube.com/watch?v=8QS5Tqu3bwI

    e quest'altri (non recenti)

    https://www.youtube.com/watch?v=XoglUJEz-sY

    https://www.youtube.com/watch?v=vDc9qdqN958 e simili di retrofutur, si vedono in altri loro video le varie parti dell'edificio.

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  • Martagon
    ha risposto
    Il salto alla fine del tunnel si è formato in realtà con lo scioglimento delle nevi ... ovviamente quando fu costruito il tunnel non c'era il salto

    Lascia un commento:


  • marcol200
    ha risposto
    notare il tunnel già nel 93 in inverno con un bel salto....
    Posso capire un edificio di una funivia...e i piloni....ma lasciare dei rulli buttati così...è veramente vergognoso...la cervino sps si deve adoperare per rimuore queste cose...sopratutto se dei rulli..che con un camion e un escavatore in estate lo si può fare in pochi gironi.
    trovo assurdo che il tutto sia li dagli anni 90!!!!!!!!!!
    ripeto...posso capire non smontare dei piloni...(per vari motivi...)ma spostare a valle dei rulli...la trovo una cosa semplice...
    sono esterefatto.

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  • ags820
    ha risposto
    E' una tipicità del luogo lasciare sul posto i ruderi di quello che fu.
    Sul video del messaggio precedente si possono vedere al minuto 2:40 i famosi rulli dell'impianto allora in esercizio.

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  • freverberi
    ha risposto
    Io la cresta l'ho fatta un giorno intorno al 1980, anno più anno meno, perchè la galleria era chiusa per troppa neve. Nulla di particolare in sè, ma sapere che uno scivolone ti poteva far sfracellare centinaia di metri più in basso faceva il suo effetto. Per non sbagliare tornato a Plan Maison ne ho fatta una seconda! La pista poi era impegnativa solo nel primo tratto, vuoi per la pendenza, il rischio di precipitare (con reti di protezione praticamente inesistenti), la neve non battuta dai gatti (non ci arrivavano). Non è mai esistito alcun salto come ho letto in altri post. Una bella pista, una funivia da paura, piccola, vecchia, sospesa nel vuoto. Quando scendevi mettevi i piedi su vecchie assi di legno...ti tranquillizzavi solo quando arrivavi al cemento!

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  • zotto
    ha risposto
    da quel che posso capire si, sono esattamente quelli!
    z
    Ultima modifica di zotto; 24-01-2017, 21:15.

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  • Paolo
    ha risposto
    Grazie mille! Sono questi?

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  • zotto
    ha risposto
    salve a tutti,
    il 10 luglio 2017 approfittando di un sabato di lavoro in quella zona d'Italia (o quasi) decido di prendermi la domenica e andare a fare un sopralluogo ai resti della funivia del Furggen, affascinato da i racconti e dalle foto viste sul forum.
    non riuscendo a salire fino alla stazione di arrivo per una serie di motivi (cattive indicazioni sul percorso, temporale previsto a breve e ritorno lungo a casa), ripiego scendendo per andare a cercare la posizione dei famosi rulli....
    ecco dove erano fissati....



    dopo un breve giro intorno....ecco cosa trovo




















    adesso che conosco la strada per andare fino in cima spero di trovare un'altra occasione per ritornare!!
    spero di aver fatto cosa gradita a postare le foto.
    saluti
    zotto

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  • PIEMONTE_FUNIVIE
    ha risposto
    Un bel video della funivia del Furggen nel giorno del sua inaugurazione

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  • Kaliningrad
    ha risposto
    Grazie per questa testimonianza! Ti ricordi almeno se la variante che permetteva di scendere direttamente a Plan Maison era segnalata?

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  • dsalesi
    ha risposto
    Buongiorno,

    Sono capitato per caso su questo forum e volevo dare il mio contributo alla discussione, come frequentatore di Cervinia fin dall'infanzia (metà degli anni '70) che ha avuto l'opportunità di sciare diverse volte su questa meravigliosa pista.

    Diciamo che nei dieci anni trascorsi dal momento in cui le mie capacità tecniche mi permisero di affrontare la pista con sufficiente sicurezza per la prima volta fino alla chiusura dell'impianto riuscì a percorrerla in non più di dieci occasioni: il Furggen era quasi sempre chiuso, vuoi per il vento, vuoi per le condizioni non adatte o troppo rischiose della prima parte della pista, vuoi per una scarsa propensione dei gestori degli impianti a rischiare l'apertura di un tracciato che più volte era stato teatro di tragedie (il più delle volte causate da imprudenza, peraltro).

    In ogni caso, posso testimoniare che per tutti gli anni '80 e '90, che io ricordi, il percorso sulla cresta non fu mai ufficialmente "aperto", rendendo così obbligatorio il passaggio nella lunga galleria, nei rari momenti in cui la funivia era in funzione (normalmente in primavera).

    Nonostante questo, in un'occasione, insieme a mio padre il quale invece aveva fatto la discesa dalla cresta più volte ancora quando la galleria non esisteva (nei primi anni '60), passammo oltre i cartelli che vietavano il passaggio e scendemmo dal famoso e famigerato tracciato in cresta.

    Era questo il vero punto pericoloso, non tanto per la cornice verso il lato italiano, quanto per il pendio su quello svizzero: lo strapiombo verso Cervinia invogliava i più a scendere rimanendo lontani dalla cornice e rimanendo più verso il piano inclinato del lato svizzero, dove, nonostante alcune reti, uno scivolone poteva tranquillamente terminare in una caduta verso il precipizio situato alla fine del pendio. Fu così che alcuni ci rimisero la pelle!

    Riguardo la pista, ricordo che il muro affrontato dalla cresta per scendere nel vallone sotto la galleria era molto ripido, diciamo simile alla partenza del Canalone di Madesimo, ma con in più il precipizio verso le Rocce Bianche che destava molta impressione.

    Superato questo ostacolo, si trattava di una pista nera non particolarmente difficile.

    Non ricordo invece di aver mai fatto quella variante, presente anche nelle mappe postate nel forum, che tagliava subito a sinistra (a destra guardando la montagna) verso le rocce Bianche senza arrivare alle morene: forse negli anni '80 e '90 non era più praticabile.

    Per il resto era una splendida pista, con la vista verso la grande montagna, in quello che si chiamava "anfiteatro del Cervino", impareggibile.

    Un vero peccato che sia stata abbandonata. Oggi potrebbe essere recuperata, a mio parere, soltanto con un investimento minore creando un impianto più corto, che dalla zona degli ex Cretaz Gran Roc potrebbe salire sulla cresta fino ad attestastarsi sotto la vecchia galleria o anche più in basso, rendendo sciabile l'anfiteatro e le numerosi varianti sulle morene verso la 9 bis e la pista 5, splendidi percorsi soprattutto a primavera.

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  • Arch. Giacomo Audano
    ha risposto
    Funivia Furggen Cervinia

    Buongiorno sig. C. Campanini
    Io sarei molto lieto di conoscerLa e di parlarLe
    Sono uno studente di Architettura presso il Politecnico di Torino e sto svolgendo una tesi specialistica relativamente alla stazione del Furggen.
    Come è possibile contattarLa?

    La ringrazio
    Giacomo Audano

    Lascia un commento:


  • krisu
    ha risposto
    L'unico tratto un pochettino più ripido si situa presso la cresta, che cambia da stagione a stagione. Dopo qualche giorno di tempo bello e sempre tracciata, se sei agile i ramponi non sono necessari. Racchette in estate non ne servono.
    http://www.retrofutur.org/retrofutur...dex=image_med1

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  • Sting
    ha risposto
    Che voi sappiate, in estate la stazione di monte abbandonata è raggiungibile con una normale escursione oppure serve comunque attrezzatura da neve (racchette, ramponi, ecc)?

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  • fernick
    ha risposto
    Scusate ragazzi, io sono invece un vecchio (si fa per dire) ingegnere che al tempo avrebbe voluto laurearsi con tesi in "impianti a fune" ma che per motivi di opportunità non riuscì a fare.

    Oltre alla mia passione per gli impianti a fune sono un fanatico sciatore e sul Furgen ci ho lasciato il cuore avendo avuto la possibilità di salire sulla storica funivia per ben due volte (nel 1978 e nel 1985) Per me sarebbe interessantissimo vedere i vostri lavori, e voglio farvi una proposta con il beneplacito vostro e dei moderatori.

    Perchè non pubblicate qui le vostre tesi... penso sarebbe estremamente interessante per tutti.

    Lascia un commento:


  • ambra
    ha risposto
    Aiuto!!!

    Originariamente inviato da c.campanini Visualizza il messaggio
    Buongiorno a tutti non per vantarmi, ma penso di essere un profondo conoscitore della funivia del furggen ed il più aggiornato sullo stato attuale delle cose.
    Sono uno studente di Ingegneria Edile - Architettura, spero di laurearmi a settembre ed il titolo della mia tesi è " Rinnovo della Funivia del Furggen Breuil-Cervinia" sono stato personalmente a visitare la vecchia stazione a monte e possiedo una vasta galleria fotografica dello stato attuale delle cose.
    Sono a completa disposizione per risposte ed invio immagini

    Ciao a tutti

    Ciao!!!Sto rirando fuori una conversazione un pò vecchia..
    Ora sono io, studentessa di architettura, a scrivere una tesi sul furggen.
    Ho letto questo post e mi piacerebbe contattarti per avere un piccolo aiuto.

    Lascia un commento:


  • intermezzo
    ha risposto
    Piu da Cervinia e Zermatt a vedere qui (solamente en tedesco):

    http://http://www.sommerschi.com/forum/reportagen-f8/zermatt-cervinia-testa-grigia-furggen-tempi-passat-t1845-s150.html

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  • GiorgioXT
    ha risposto
    Si deve rendere onore a Dino Lora Totino, il vero "motore" dietro a questa ed altre opere notevoli.

    Lascia un commento:


  • stefanog
    ha risposto
    In parte sia il cantiere del furghen che buona parte della lieson al bianco (compresa galleria aiguille du midi) sono stati realizzati da committenti e lavoratori , provenienti e di ispirazione area di valtournenche, Alcuni sono ancora in vita basta farsi raccontare....Costruire il furghen é stato avventuroso, (si saliva in teleferica quella di allora pero'e ogni tanto esplodeva qualche carico.) ma il cantiere in se fu semplice e ben coordinato, chi ci lavorava racconta di fatica , ma di una buone giornate di lavoro vicino a casa in un periodo di povertà. e materiali provenienti dal piemonte di grande qualità. Ora tutto sembra impossibile... che strana storia..

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  • arthedg7
    ha risposto
    Guardando le cartine storiche di Michelangelo a Cervinia, oltre alle mitiche piste del Furggen si sono "perse" anche le 2 piste dirette da Plan Maison alla partenza degli impianti, le piste a destra di CieloAlto ed un po' di piste zona Rocce nere, adesso in parte recuperate con la nuova seggiovia.

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  • GiorgioXT
    ha risposto
    Belle immagini , complimenti e grazie!

    Io ricordo di aver sciato anche dal Furggen credo intorno al 1975/76 ; Non me la ricordo come una pista molto difficile - anche se a dire il vero la cosa che mi faceva più paura all'epoca erano le "ancore" ... che per noi cadorini erano una cosa inusitata.
    Possibile che fosse meno impegnativa della discesa dallo Stockorn dell'epoca? visto che questa diede qualche preoccupazione nella compagnia..

    Lascia un commento:


  • andre72
    ha risposto
    Immagini incredibili, ringrazio intermezzo per averle postate. Indubbiamente un impianto più unico che raro per la sua arditezza.

    Lascia un commento:


  • arthedg7
    ha risposto
    Fantastiche! Le immagini soprattutto del primo tratto di pista, stretto, a filo cresta con cornice, senza nessuna protezione sullo strapiombo lato italiano, placconi di roccia affioranti e via dicendo! Se penso ai mastodontici lavori ora necessari per mantenere aperti piccoli tratti di pista su "Creste" non certo degne di quella immagino che dovremo dire addio anche ai più rosei sogni di rivedere aperta quella pista!

    Lascia un commento:


  • intermezzo
    ha risposto
    Cima di Furggen, 3492 metri sul mare:



    Furggen, la famosa discesa numero 9:






    Vista del Furggen in direzione di Zermatt:




    Stazione alta del Furggen:






    Funivia Plan Maison-Furggen:

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  • flyer
    ha risposto
    Anch'io ho avuto la fortuna di fare un viaggio con questa funivia!
    Ricordo ancora lo choc... fine anni 80, estate. Quel giorno c'era vento. Ogni cinque metri la cabina si inchiodava, perché la traente scarrucolava dai rulli a terra bloccando l'impianto. Roba da matti... l'omino di servizio allora apriva la porta e guardava giù per vedere se la fune era tornata al suo posto (!!!). Me lo ricordo eccome!
    Essì che di funivie ne avevo prese parecchie prima di allora, ero abituato...

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  • trincerone
    ha risposto
    Pure ci sono immagini, per essempio nel mio reportage c'è una, però la migliore c'è sul retrofutur.org (di krisu).

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  • Danielg45
    ha risposto
    Nessuno ha delle foto del tratto in uscita dalla galleria prese nei vari decenni?
    Certo che ora il salto e molto elevato

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  • fernick
    ha risposto
    Originariamente inviato da Martagon Visualizza il messaggio
    Cmq a detta di mio nonno, pioniere dello sci, le piste che mi raccontava essere più pericolose e forse più ripide erano:
    - la forcella del Sassolungo (rocce in mezzo alla pista)
    - il Furggen
    - la forcella Staunies del Cristallo
    - la Rosetta di San Martino (di questa non parliamo mai)
    Appartengo alla ristretta schiera dei fortunati che è riuscito a salire sulla funivia del Furgen e l'ho fatto per ben due volte, la prima negli anni '70 e la seconda negli anni '90 in occasione della prima edizione di azzurrissimo.

    Ricordo forti emozioni dapprima per la salita con le funi traenti che toccavano sui rulli appositamente posizionati a terra e poi una sensazione stupenda per il panorama maestoso e la vicinanza con sua maestà il Cervino.

    Per quanto riguarda la pista io non ricordo una difficoltà estrema, certo il primo tratto era molto ripido ma fattibile (ricordo che eravamo in gruppo e c'era anche gente che non è che sciasse a livelli top)

    In ogni caso, gran bei ricordi... grazie a tutti per i contributi.

    P.S.
    Per quanto riguarda la classifica delle piste difficili concordo sulla forcella del sassolungo (anche quella da me timbrata) ma la discesa del Furgen la metterei dietro la forcella staunies

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  • trincerone
    ha risposto
    Grazie.

    No, siamo stato lassu fino aprile (29. / 30. 4. 2010).

    Cmq, con riferimento al Furggen, ricordo che lui mi raccontava che la cresta fino alla sella era più facile, mentre probabilmente la rete era quella in fondo al muretto appena sotto la galleria; la rete ti salvava dal precipizio che finisce sopra le Rocce Bianche.
    La cresta e facile ma molto pericoloso, perché un errore potrebbe essere fatale. Però, 40 anni fa può essere stato un pò differente quando il ghiacciao era ancora in posto (ciononostante sulle vecchie immagine mie pare generalmente la cresta era pericolosa anchè nel questo tempo).

    La galleria, mi sembra, non essisteva dall'inzio ma era costruita più tardo, forse mentre gli anni sessanti. Poi, il parte della pista sotto della galleria e ormai facile en non percicoloso, perché non è ripido e le mure rocciose delle rocce bianche sono lontane. Però, ancora una volta, questo terreno potrebbe essere stato molte differente quando il ghiacciao era ancora lassu.

    I passagi le più difficile sono questi nel medio della piste, sopra le piste di Cretaz passando la morena.

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  • andre72
    ha risposto
    Bellissimo reportage e immagini spettacolari, andare lassù è il mio sogno. Se non sbaglio il periodo in cui avete fatto l'escursione era giugno, sarei curioso di sapere anch'io qualcosa sulla galleria e il relativo salto.

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  • Martagon
    ha risposto
    Proverò a parlarne con mio prozio, 80 anni ma ancora lucido e scia ancora!!! Lui ha fatto diverse volte con mio nonno il Furggen.
    Cmq a detta di mio nonno, pioniere dello sci, le piste che mi raccontava essere più pericolose e forse più ripide erano:
    - la forcella del Sassolungo (rocce in mezzo alla pista)
    - il Furggen
    - la forcella Staunies del Cristallo
    - la Rosetta di San Martino (di questa non parliamo mai)

    Cmq, con riferimento al Furggen, ricordo che lui mi raccontava che la cresta fino alla sella era più facile, mentre probabilmente la rete era quella in fondo al muretto appena sotto la galleria; la rete ti salvava dal precipizio che finisce sopra le Rocce Bianche.

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  • trincerone
    ha risposto
    Probabilmente si trattava non di una pista, ma di un (stretto) passaggio pedonale, sci a mano... Non usato in inverno, ma piuttosto nel periodo (pre)estivo quando la discesa su neve a Breuil non era più possibile....
    Non sono sicuro. Mi pare che potrebbe essere stato anche una pista in galleria artificiale per essempio. E poi, se fosse una vera pista, dicerei che questa non sarebbe essere stato più esposto che quella di ritorno a Macugnaga. Di più, credo che questo passagio sarebbe essere stato sciabile quando eravamo lì, solo che senza gli installazioni di sicurezza probabilmente è troppo pericoloso...

    Ma non lo so, mi piacerei andarci per vedere più...

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  • krisu
    ha risposto
    Probabilmente si trattava non di una pista, ma di un (stretto) passaggio pedonale, sci a mano... Non usato in inverno, ma piuttosto nel periodo (pre)estivo quando la discesa su neve a Breuil non era più possibile....

    Oggi una idea (geniale) simile per ragioni di sicurezza sarebbe impossibile ovviamente...

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  • arthedg7
    ha risposto
    Fantastico! A memoria, guardando dall'arrivo della seggiovia, negli ultimi anni quel balzo di roccia non è mai stato coperto di neve a sufficienza per scendere! Non ho nemmeno mai notato tracce di scialpinisti o freeriders. Forse qualche annetto fa c'era un nevaio piuttosto consistente?

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  • trincerone
    ha risposto
    Ci fu un altro passaggio, che era molto esposta, che ha permesso il ritorno a Plan Maison in quei giorni, quando gli impianti di risalita Cretaz non esisteva. A quanto pare, è stato inutilizzato per decenni prima che la funivia è stata chiusa. Ci sono ancora molti rimane visibile. Deve essere stato uno dei passaggi più spettacolari, emozionanti e impegnativi di tutti i tempi!

    Sarei molto felice se qualcuno potesse fornire ulteriori informazioni su questo passaggio. Ci sarebbe forse qualcuno che avrebbe nemmeno vecchie immagini?

    Sono in grado di fornire le immagini che abbiamo fatto quando passa i resti visibili e alcune mappe che ho fatto.






    http://www.trincerone.com/archive/20...phine-021b.jpg

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  • mauroPD
    ha risposto
    Non credo si riferise alla discesa in cresta che anche quando ci sono stato io era vietata, ma alla fine del muretto di gobbe, prima del traverso che portava alla morena.
    Lì c'era una rete bella forte, perchè se uno fosse ruzzolato dal muretto in giù, finiva sulla seggiovia rocce bianche... lol

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  • gasugasu
    ha risposto
    Ho ricordi abbastanza vaghi della discesa in cresta perchè negli ultimi anni prima della chiusura la discesa in cresta era vietata (per lo meno le poche volte che sono salito io)
    Comunque è probabile si riferisse alla cresta perchè dopo il muro punti particolarmente pericolosi non ne ricordo.
    Nel link di trincerone c'è una bella foto della discesa in cresta.

    Ciao
    Franco

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  • Martagon
    ha risposto
    Nei ricordi di mio nonno, ormai non più di questo mondo, c'era un pezzo che se sbagliavi finivi in una rete che ti permetteva di non finire nel precipizio. Potrebbe essere che si riferisse alla discesa in cresta?

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  • gasugasu
    ha risposto
    Originariamente inviato da Martagon Visualizza il messaggio
    Un'informazione: mi sembra di aver capito dalle foto che c'erano due possibilità, o la galleria o la pista in cresta dall'alto. Ma i punti difficili e pericolosi sono questi o più sotto? Fatta la galleria, c'è quel salto che probabilmente una volta non c'era. Ma poi la pista com'era? pericolosa più in giù?
    Passando dalla galleria la pista era abbastanza facile, anche perchè piuttosto larga, se non ricordo male era una rossa.
    Invece dalla cresta vi era una prima parte, appunto in cresta, molto stretta con una cordicella che delimitava il precipizio a destra verso zermatt a sinistra verso cervinia. Inoltre alla fine della cresta si doveva superare un muro molto ripido verso sinistra (si poteva fare esclusivamente in diagonale, scendendo in fila indiana) di pochi metri che arrivava sostanzialmente allo sbocco della galleria.
    Dalle foto che ho visto il muro di pochi metri è oramai una parete di roccia....

    Ciao
    Franco

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